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Rassegna Stampa >> Aborto
Sepoltura dei bambini non nati: un atto di amore e di pietà
Autore: Tanduo, Luca e Paolo
Fonte: CulturaCattolica.it
Quest'estate è scoppiata sui mass media (ma notiamo non tra la gente) una polemica su un atto di misericordia e di
compassione, la sepoltura dei bambini non nati. Ci sorprende perché non è una novità; infatti avviene già da anni, in
Lombardia dove c’è anche una legge regionale che ne agevola la procedura e un po’ ovunque la benemerita associazione
“Difendere la Vita con Maria” (http://www.advm.org/), è presente e riesce a stipulare convenzioni con le Aziende Sanitarie
Locali e Ospedaliere e con i Comuni. Il riferimento per l’azione del seppellimento dei bambini non ancora nati è il documento
della Congregazione della Dottrina della Fede - dedicato alla dignità della procreazione e della vita nascente - "Donum
Vitae" del 1987 dove è detto espressamente che: “i cadaveri degli embrioni e dei feti umani volontariamente abortiti o non,
devono essere rispettati come le spoglie degli altri esseri umani” (DV 1,4)
La polemica è inevitabile e quindi non ci sorprende fino in fondo, perché seppellire i bambini non nati significa riconoscere
loro una dignità di persone umane ed è questo che vuole essere impedito. Inoltre ricorderebbe alla nostra società che
all’aborto ormai si è abituata che questo è un fenomeno di massa e forse vedere tante piccole croci bianche nei nostri
cimiteri ci farebbe aprire gli occhi sulla tragedia. Il fatto che dei medici o alcune loro organizzazioni sindacali si
oppongano è ideologico; proprio loro che vedono e che sanno che altrimenti i bambini non nati andrebbero nei rifiuti
speciali: la vita non è un rifiuto anche se rifiutata. Infine un pensiero a quelle mamme che chiedono la sepoltura dei
bambini non ancora nati, ripetiamo “chiedono”, non viene imposto loro nulla, che potranno trovare conforto nel poter rendere
omaggio ad una vita che per vari motivi non è potuta nascere. Il conforto della sepoltura è a livello psicologico
importantissimo, un volantino dell’associazione “Difendere la Vita con Maria” cita: “Se hai perso un bambino durante la
gravidanza, vogliamo dirti anzitutto che ti siamo vicini con la preghiera. Sicuramente senti il dolore per la perdita di
questo figlio che non hai potuto vedere, un bambino infatti è amato e desiderato da molto tempo prima che nasca. Ti
proponiamo un atto di amore nei suoi confronti che ti permetterà di sentirti più vicino a lui. Dagli amorevole sepoltura. E’
un atto che porta consolazione e mostra tenerezza e rispetto per lui che, seppur non ancora visibile, era già tra noi”.
Eliminare anche solo il ricordo o la traccia in verità non fa altro che aumentare la disumanità dell'aborto. Ricordiamo le
parole di Benedetto XVI: “Su uno sfondo culturale caratterizzato dall’eclissi del senso della vita, in cui si è molto
attenuata la comune percezione della gravità morale dell’aborto e di altre forme di attentati contro la vita umana, si
richiede ai medici una speciale fortezza per continuare ad affermare che l’aborto non risolve nulla, ma uccide il bambino,
distrugge la donna e acceca la coscienza del padre del bambino, rovinando, spesso, la vita famigliare”.
Nata a Novara, l’Associazione “Difendere la Vita con Maria” è stata accolta dal Vescovo di Novara, Mons. Renato Corti, il 3
marzo 2003, è presente in 39 diocesi, si prefigge un lavoro ecclesiale mirato alla Pastorale della Vita. Nasce per rispondere
al duplice appello del Santo Padre in “Evangelium Vitae”: “Urgono una generale mobilitazione delle coscienze ed un comune
sforzo etico a favore della vita… e una grande preghiera per la vita che attraversi il mondo intero”. (E.V. 95; 100) Quindi
azione pastorale, azione di pietà nella sepoltura dei bambini non nati e preghiera. Quest’ultima con alcuni obiettivi
precisi, pregare a favore e tutela della famiglia e della sua santità, pregare perché le famiglie siano aperte alla vita e
pregare perché emergano le forze in campo culturale-sociale-politico in grado di promuovere efficacemente la tutela della
vita umana. Ma anche azione formativa e soprattutto educativa sono al centro del lavoro dell’Associazione. Come scriveva Don
Maurizio Gagliardini – Fondatore dell'Associazione è importante riscoprire l’affettività e la sessualità alla luce del
Vangelo; in un suo editoriale descrive cosi queste dimensioni relazionali: “Amicizia, affettività e sessualità intese come
fonti di gioia, palestra autentica di libertà, dove l’altro è un dono da accogliere e a cui fare di se stessi dono”.
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