OBIEZIONE DI COSCIENZA DEI FARMACISTI. PRONTO UN DISEGNO DI LEGGE PER RIBADIRE CIO’ CHE GIA’ DOVREBBE ESSERE GARANTITO: lL DIRITTO A NON VENDERE PILLOLE ABORTIVE di Fabio Luoni
Giovedì 29 Aprile 2010
La notizia è certamente positiva. L’intento, attraverso un disegno di legge, è quello di cercare di ribadire un diritto che già dovrebbe essere garantito, cioè quello all’obiezione di coscienza del personale sanitario e quindi anche dei farmacisti. Tale precisazione si rende necessaria a causa dell’interpretazione errata che alcuni fanno e che cerca di impedire ai farmacisti di rifiutarsi di vendere pillole abortive come la Norlevo, la cosidetta “pillola del giorno dopo”.
In realtà in un mondo giusto, essendo insita nella funzione di medici e farmacisti quella di cercare di curare gli esseri umani e non di ucciderli, l’obiezione di coscienza dovrebbe essere fatta dai medici e dai farmacisti abortisti, che eseguono aborti direttamente o vendono pillole, come quella “del giorno dopo” chiamata subdolamente da alcuni contraccezione di emergenza, ma che in realtà provoca l’aborto qualora la fecondazione sia avvenuta (e chi prende quella pillola non può sapere se la fecondazione sia o meno avvenuta e quindi potenzialmente può provocare un aborto).