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dic 14 2014

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Eutanasia: aumentano i casi dove è legale. In Italia sempre più pressioni per introdurla

In questi giorni assistiamo all’ennesimo tentativo, da parte del partito radicale e del mondo intellettuale che ad esso si affianca, per forzare il parlamento ad esprimersi sull’eutanasia. Sembra ormai essere caduto il tabù di puntate dritto all’obiettivo finale, certo si insite ancora sulle dichiarazioni anticipate di trattamento ma come già due anni fa con la raccolta di firme si chiede esplicitamente l’introduzione del dell’eutanasia in Italia. A fianco agli esponenti radicali nell’appello compaiono i soliti salotti radical chic, l’immancabile Umberto Veronesi si proprio lui che già qualche anno fa in un suo libro scriveva in merito alle persone ultrasessantenni «Dopo aver generato i doverosi figli e averli allevati, il suo compito è finito, occupa spazio destinato ad altri», e non mancano i soliti guru dell’informazione Da Augias a Feltri a Costanzo. Parlano di diritto alla morte come diritto inalienabile e purtroppo nel video alcuni medici si sono prestati a dare la loro voce a questa strumentale campagna, strumentale come l’uso di alcuni ammalati.

E’ doveroso ribadire che non esiste un diritto alla morte, che l’introduzione dell’eutanasia sconvolgerà la visione umanistica che oggi abbiamo, con una salto in avanti decisivo verso l’affermazione della cultura dello scarto. E chi verrà scartato? Non certo questi professoroni e intellettuali o presunti tali, ma i malati, abbandonati senza cure, oppure le persone sole, oppure le persone affette da malattie rare che verranno considerate sempre più rare visto che i soggetti portatori verranno invitati a morire.

La cultura dello scarto colpirà i minori e i bambini come purtroppo abbiamo visto in Olanda e in Belgio, dove la decisione di applicare l’eutanasia spetta poi ai genitori e al medico. Altro che chiedere la libertà come vorrebbe far intendere lo slogan del video, qui si chiede di scartare chi non conta più nulla, chi è un peso o lo potrebbe rappresentare.

 In Belgio dove i casi sono aumentati del 50% dal 2011 con 5 casi di eutanasia al giorno, hanno fatto discutere negli ultimi mesi i casi di una coppia di anziani Anne e Francois che ha chiesto di morire insieme avendo paura della solitudine o quella del caso di Frank condannato a 30 anni di carcere che ha chiesto l’eutanasia e gli è stata concessa mascherando così una condanna capitale con l’eutanasia.

Negli Stati Uniti ha fatto molto clamore il caso Brittany la ragazza malata di tumore che ha deciso per se il suicidio assistito programmato, caso che ha avuto risalto internazionale.

 In Olanda nel 2014 ci sono stati 42 casi di eutanasia di malati psichici, e il ministro della salute ha approvato un programma di eutanasia ambulante a domicilio, in un paese dove i dati dell’eutanasia continuano ad aumentare essendo 4.829 nel 2013 con aumenti superiori al 15% ogni anno, tanto che alcuni prospettano che nel 2014 il 12% di tutte le morti in Olanda saranno tramite eutanasia.

In Francia dove si discute per l’introduzione legale dell’eutanasia, un tribunale ha assolto un medico che ha avvelenato 7 pazienti da lui ritenuti giunti alla fine della loro vita senza neanche avvisare i parenti, o la sentenza di interrompere l’alimentazione e l’idratazione ad un tetraplegico , sentenza bloccata poi dalla Corte di Strasburgo su richiesta urgente dei familiari del ragazzo il cui nome è Vincent.

Anche in Italia si è verificato il caso sospetto di una infermiera che avrebbe avvelenato 38 pazienti in una casa di riposo.

Purtroppo questo clima di impunità e perfino di enfatizzazione dell’eutanasia incoraggia pratiche di abbandono terapeutico, fino ad indurre e giustificare la soppresione di persone non autosufficienti. Questo dovrebbe suonare come un campanello d’allarme come anche le richieste di eutanasia già oggi presenti delle persone che semplicemente sono stanche di vivere anche se non sono affette da nessuna patologia.

Bisognerebbe al contrario che si chiedano più fondi per la ricerca delle cure, per l’assistenza, per il miglioramento della dignità dei malati nelle strutture ospedaliere, per le cure palliative o gli hospice molto carenti in alcune zone del paese dove la vera libertà sarebbe quella di poter essere curati con le migliori tecnologia e le ultime scoperte mediche e non costretti ad andare in Lombardia o all’estero per curarsi…e non per morire.

Invece si fa propaganda pro-eutanasia con il solito pasticcio ideologico che dietro alla parola libertà vuole cancellare la dignità di ogni vita e di ogni essere umano quali che siano le sue condizioni di salute e non solo.

Un punto poi che andrebbe sottolineato è quello del ruolo che andrebbe ad assumere il personale medico e di come verrebbe modificato il rapporto medico-paziente. In questo senso appare scandaloso che nel video pubblicitario appaiano medici che hanno scelto una professione per curare e salvare vite umane e che auspicano invece la possibilità di sopprimerle senza essere condannati.

Insomma nulla di nuovo direte voi, speriamo che la politica sia in grado di dire no come ha già fatto in altre occasioni.

Ma è importante anche parlare di questi temi per aprire gli occhi alle persone , per far si che non siano ingannate da messaggi fuorvianti e pericolosi.

 

Luca e Paolo Tanduo

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