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feb 25 2014

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October Baby: Un inno alla vita in un film che “parte” dall’aborto

Domenica 23 febbraio 2014

Gianna Jessen è viva, e lo sa. Più di noi lo sa. Infatti, Gianna sa che la sua vita dipende da un fatto, un fatto che è successo oltre qualsiasi progetto umano, anzi, nel suo caso più di altri, “nonostante” un progetto umano. Il progetto era un aborto. Gianna è quello che in gergo tecnico chiamiamo un “failed abortion”: un aborto fallito. Cioè, è il frutto di un tentativo di aborto tardivo (24 settimane) che, eseguito evidentemente in maniera un po’ maldestra, le ha permesso di nascere viva. October baby è un film sulla sua storia, o perlomeno è ispirato alla sua storia perché le divergenze con la sua storia vera sono parecchie.

Ci sono diversi elementi raccontati nel film che non coincidono con quanto realmente accaduto, alcuni di essi hanno anche il sapore del colpo di scena cinematografico e me ne guardo bene dal raccontarli, e ce ne sono altri meno importanti che “sviano” le indagini. Primo fra tutti la stessa data di nascita, che per la vera Gianna non è in “october”, ma il 6 aprile del 1977 . Ma, bando alle divergenze, il “succo” c’è tutto. E il succo non è solo l’evidenza che l’aborto è una cosa sbagliata.

October baby è la storia di una ragazza che, a seguito di una serie di patologie, di difficoltà neuromotorie e una forma di crisi epilettiche, scopre la storia della sua nascita così particolare e della sua adozione da parte di quelli che fino a quel momento ha creduto i suoi genitori biologici. Dal momento in cui scopre le sue origini, Hanna (questo il nome della protagonista nel film ) desidera andare a conoscere la sua madre biologica, e quindi parte.

Il film è il racconto di questo viaggio. Il film è il racconto del rapporto tra le persone che partecipano della vita di Hanna, i suoi genitori adottivi, i suoi amici (eccezionale Jason!), le persone incontrate (per caso?) sul cammino e, finalmente, la sua vera madre. Il film è il racconto di donne e uomini che giocano la loro libertà.

L’aborto, vessillo della libertà delle donne, ha tolto la libertà a tutti. “Tre settimane fa ho scoperto che la mia intera vita è una bugia, così ho intrapreso il viaggio”. In fondo andava tutto bene, gli elementi per una vita serena c’erano tutti, ma non c’era la verità. E quindi, immediatamente, è sorto il desiderio di andare a fondo, di vedere il fondo della questione, il desiderio di conoscere tutta la verità, anche se questo apriva delle ferite. October baby, mi permetto di dire, è una realizzazione cinematografica di Gv 8,32: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. Le persone, in questo viaggio verso la verità, hanno l’opportunità di scegliere se continuare a vivere nel proprio progetto (magari anche fatto di buone intenzioni) o se stare di fronte alla realtà. Il film racconta di quante occasioni si possono perdere, occasioni vitali, se ci si chiude nel proprio progetto.

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October Baby Locandina

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